Poesie

Il Mare è da sempre la fonte di travolgenti ed eterne passioni come di grandi ispirazioni artistiche.

Poeti, scrittori, pittori, musicisti di ogni epoca e nazionalità da sempre rappresentano il Mare come mezzo di catarsi ma anche come "Specchio" dove rivivere intensamente ricordi più o meno belli, come testimone di racconti di vita o di morte, sempre e comunque espressione di libertà e gioia di vivere veramente.... la Vita.

In questa breve panoramica Bluenose ha il piacere di riservarVi un piccolo "Specchio di mare", in cui immergersi e sognare nelle lunghe giornate d'inverno...

Poesie Bluenose

Per sempre me ne andrò per questi lidi

Per sempre me ne andrò per questi lidi,
Tra la sabbia e la schiuma del mare.
L'alta marea cancellerà le mie impronte,
E il vento disperderà la schiuma.
Ma il mare e la spiaggia dureranno
In eterno.

Gibran Kahlil Gibran, 1926

Non ha fondo

Non ha fondo.
Immagine dell'infinito.
Dà grandi ispirazioni.
Sulla riva del mare
bisogna sempre saper guardare lontano. Contemplandolo esclamare:
"Quanta acqua! Quanta acqua!"

Gustave Flaubert, 1850

La malasort d'u pulp bares

‘Mmenz a tutt l’anmal ca stonn o’ munn
stè iun ca ìnd a’mmar, a funn a funn,
pass la vita sò ind a nu mod stran,
discjn ca iè fess’ e ca mà advent’anzian:
U pulp! Tinr d’ cor, d’ la plòs iè nnamrat
e stu fatt sop alla terr tant s’ha sputtanat
ca p’pizzcàu non gj’ vol tand’esperienz,
avst nu spag, nu stezz d’ plòs e la pascenz.
La chedd du pulp , allor, iè na vit amar
ma u’ chiù sfrtnat iè cudd ca nascj a Bbàr:
la vita so iè normal all’ald vann d’ la terr,
ma ddò p’ jidd iè na traggedj, iè pescj d’na uerr.
Appen ven pizzcàt, accom ved la prim luscj
all’anvam nu muezzc’ngap, angor s’ n’ fuscj;
e minz strdsciùt p’u dlòr e p’u scjcand
ind a ‘nnudd s’ send trà tutt l’ malandr.
Non fasc attimb a pnzà:”ma cuss iè matt?”
ca u’ Bares u’auand e u’accmmènz a sbatt
c’ tutt la forz e l’nirv sop all chiangùn,
l’ cirr s’arrzzescjn e iess tanda scjcum.
La tortur non ha frnùt, u Bares insist,
e fort scduèscj u’ pulp ind o’ canistr.
Cert, p’ tutt esist la nascit, la vit e la mort,
ma chedda d’u pulp Bares iè na vera malasort.

Vito Bellomo

Molli le cime a terra

Molli le cime a terra, è incerta la tua mano,
ti volti e con certezza sorride il capitano.
Si apre ora la vita verso una nuova storia,
del regno di Nettuno salpi a saggiar la gloria.
Turchese in ogni dove, mare che ti commuove,
isole come perle nel mare incastonate
richiamano il tuo cuore con note delicate.
Muove la barca madre, segue la barca figlia,
naviga con certezza completa la flottiglia.
Rispetto in equipaggio, azioni di coraggio,
senti che ti circonda forte calore umano,
diviene così più certa col tempo la tua mano.
Risvegli la mattina e scopri un nuovo equipaggio,
ognuno una nuova storia aperta ad un nuovo viaggio.
Rispetto di antiche usanze, semplici antiche cose,
conserva tutto questo la stiva di Bluenose.

Maurizio Capparelli

L'uomo e il Mare

Uomo libero, tu amerai sempre il mare!
Il mare è il tuo specchio; contempli la tua anima
Nello svolgersi infinito della sua onda,
E il tuo spirito non è un abisso meno amaro.
Ti piace tuffarti nel seno della tua immagine;
L'accarezzi con gli occhi e con le braccia e il tuo cuore
Si distrae a volte dal suo battito
Al rumore di questa distesa indomita e selvaggia.
Siete entrambi tenebrosi e discreti:
Uomo, nulla ha mai sondato il fondo dei tuoi abissi,
O mare, nulla conosce le tue intime ricchezze
Tanto siete gelosi di conservare i vostri segreti!
E tuttavia ecco che da innumerevoli secoli
Vi combattete senza pietà né rimorsi,
Talmente amate la carneficina e la morte,
O eterni rivali, o fratelli implacabili!

Charles Baudelaire, 1857

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